La località avrebbe avuto origine ad opera di profughi fuggiti da Felline duranteun'incursione saracena, i quali la chiamarono in tal modo in ricordo delle ali con cui un angelo li avrebbe protetti durante la fuga. Alliste conseguì l'autonomia giuridica nel XII secolo, allorchè i Bonsecolo, cui Tancredi d'Altavilla aveva donato in feudo quelle terre, le fecero bonificare avvalendosi anche dei Basiliani titolari della vicina Abbazia di Madonna dell'Alto. Dai Bonsecolo il feudo passò via via ai Pisanello, ai de Senis, ai Tolomei, ai Guevara, ai Pignatelli, ai d'Amore, agli Oliva di Calabria ed infine agli Scategna sino al 1806, data di abolizione della feudalità . Alliste possiede l'antica Parrocchiale, ora Chiesa di San Giuseppe, di origine quattrocentesca, ma riedificata ed ampliata nel 1600; la Chiesa di San Quintino sorta nel 1435, ma sottoposta a rifacimento in stile barocco nel 1872, che ospita all'interno una statua argentea del Santo patrono della città , e vari affreschi sovrastanti gli altari delle navate laterali; la Chiesa della Beata Vergine Maria Immacolata la cui costruzione risale al 1712. Nella frazione di Felline sorge l'imponente castello baronale, eretto nel XII secolo sotto i Normanni, rimaneggiato dai Malaspina nel secolo XIII e dai Bonsecolo nel XVI. In località Ninfeo, lungo la strada che da Felline porta a S. Giovanni di Ugento, tuttora visibile un menhir alto m. 2,60, attualmente incorporato in un muro a secco. Tra i cittadini illustri vanno annoverati il Mastroleo, celebre letterato; il Venneri, insigne medico filosofo; il Basurto, giurista e letterato; Salvatore Ferilli, che acquistò notorietà in qualità di medico personale di re Vittorio Emanuele II.