Carmiano

Si ritiene che il suo nome derivi dal centurione Carminio, cui furono assegnate queste terre a seguito della conquista romana. La grande fertilità  del territorio suscitò l'interesse diretto degli Imperatori tanto da far parte del loro patrimonio privato. La storia, suffragata da una precisa documentazione, attesta come la località  fece parte della Contea di Lecce. Successivamente donata dalla regina Giovanna ai Padri Celestini di Lecce, questi ultimi ne vennero di fatto in possesso solo nel 1448, quando ne acquistarono la proprietà , insieme con la frazione di Magliano, dal principe di Taranto. La Chiesa Parrocchiale ha una sua bellezza dovuta all'eccellente fattura architettonica. Di maggiore prestigio  la Cappella del Bosco, eretta in tempi recenti nei pressi di Magliano, probabilmente sulle fondamenta di un preesistente tempio romano o forse risalente ad epoca anteriore. L'edificio subì in seguito vari rimaneggiamenti; al suo interno ospita in stile tardo bizantino. Carmiano Bambino, una preziosa Madonna col annovera tra i suoi cittadini illustri l'emerito giureconsulto Ippazio Provenzano, attivo sotto il papato di Innocenzo XII; Donato Franco illustre grecista e teologo, ed Antonio Miglietta che tenne cattedra di medicina all'università  di Napoli agli inizi del secolo scorso.