Pittoresco comune della Grecia Salentina, affonda le sue radici nella leggenda. Vi è infatti chi lo vorrebbe fondato dal romano Castrinum e chi invece farebbe derivare la sua etimologia dal termine latino castrum 'accampamento' o dal vocabolo greco kastron 'castello', ad ulteriore conferma del suo stretto legame con 1'Ellade. Della lunga permanenza dei Greci è rimasta traccia sia in alcuni usi e costumi, sia soprattutto nel dialetto locale. Dopo l'avvento dei Normanni, il villaggio, divenuto parte della Contea di Lecce, venne donato da Tancredi nel 1190 a Pietro Indrini. Tra il 1580 ed il 1679 ne detennero successivamente il possesso il Prato, il barone di Acaya, il Brayda, il Guarini, il principe di Montemarano e San Vito, il Marescallo, Raimondo Protolico, ed infine i baroni Gualtieri. Tra i suoi monumenti degni di nota vanno annoverati la cripta bizantina di Sant'Onofrio, originaria del secolo X, rimaneggiata in epoca tardo-rinascimentale e barocca; e la Chiesa Parrocchiale eretta tra il 1880 ed il 1886, su progetto dell'architetto Federico Elmo da Lecce, la quale ospita vari dipinti di Saverio Altamura e possiede un campanile a tre piani. Cittadini illustri furono nel XV secolo il filosofo Vittorio Tarantini; nel XVIII secolo il sacerdote e letterato Meledi; Francesco Marzo ed Onofrio da Castrignano, entrambi filosofi e scienziati di risonanza nazionale.