Copertino venne fondata dagli esuli dei casali di Santa Barbara, San Vito, Cigliano e Mollone, Casale e Pozzovivo distrutti dai Saraceni nel 942. Conclusasi la dominazione greca, divenne feudo dei Normanni che nel 1190 la concessero a Spinello delli Falconi. Subentrarono quindi gli Svevi, con Manfredi, e successivamente gli Angioini. Dopo la conquista dell'Italia meridionale da parte degli Aragonesi, i sovrani spagnoli ne concessero il dominio ai principi albanesi Castriota Scanderberg loro alleati. Ne ebbero infine il possesso gli Squarciafico, i Pinelli ed i Pignatelli. Nel panorama artistico della cittadina spicca il castello medievale riedificato, secondo i canoni dello stile rinascimentale, dall'architetto Evangelista Menga. Apprezzabili opere d'arte d'epoca rinascimentale sono racchiuse nella Cappella di San Marco, nella quale sono stati collocati i sarcofagi degli Squarciafico. La Chiesa Matrice, fatta erigere nel 1088 dal conte normanno Goffredo, che la dedicò alla Madonna della Neve, ha subito in seguito vari rimaneggiamenti. All'interno della chiesa fanno bella mostra di sè altari e decorazioni del Seicento e del Settecento, e notevoli opere cinquecentesche. Il Santuario di San Giuseppe da Copertino, che risale al 1754-58, e la Chiesa del Rosario si ispirano nettamente ad una concezione barocca. Copertino annovera una vasta schiera di cittadini illustri: dal Menga, ingegnere di re Carlo V, al Briganti, medico chirurgo alla corte di Ferdinando IV di Borbone; dal giureconsulto Donato Capece Zurlo, a Lusielli ed al Ventura, musici rinomati. Nè va dimenticato il frate Giuseppe Desa (San Giuseppe da Copertino, 1603-1663), elevato agli onori degli altari nel luglio 1767 dal Portale del Castello Svevo - particolare Pontefice Clemente XIII .