L'etimologia ne fa risalire la denominazione sia a Cultus Jani in quanto, secondo lo storico locale Maselli, in epoca romana vi sarebbe stata nella zona una selva nella quale era venerato il dio Giano; sia a 'Cutrubbi', nome dato dagli abitanti ai recipienti da essi fabbricati. Nell'epoca della dominazione greco-bizantina, la località ne assimilò riti ed idioma in seguito scomparsi. Fece successivamente parte della Contea di Soleto e dal 1088 al 1463 del Principato di Taranto, sotto il dominio via via degli Enghien, dei del Balzo e dei Filomarini. 1 quali ultimi istituirono un allevamento di cavalli, la cui razza godette di largo prestigio per lungo tempo non solo nel regno di Napoli, ma soprattutto in Inghilterra. Tra i monumenti spicca la Cattedrale dedicata alla Vergine della Neve ed a Sant'Antonio da Padova, che fu eretta nel 1760, il cui prospetto è diviso in due ordini, il superiore dei quali adorno di nicchie incorniciate da stucchi. L'altare di San Gaetano, al suo interno, è opera dello scultore Miccoli. La localitè dette i natali al Maratti, insigne medico e filosofo; al Maselli che fu apprezzato sacerdote storico ed archeologo, il quale acquistò ulteriori meriti come patriota e liberale; ed al valente scultore Domenico Miccoli.