Si ritiene sia stata fondata dagli scampati alla distruzione della vicina Vereto, operata dai Saraceni nel secolo IX. Fu assegnata dal normanno Tancredi nel 1190 al Sambiasi, la cui famiglia ne mantenne il possesso sino al secolo XIV. Successivamente passò ai Capece, ed ai Castromediano, sino all'abolizione della feudalità nel 1806. Notevole la Chiesa Parrocchiale, le cui strutture originarie, piuttosto antiche, subirono ampliamenti e rimaneggiamenti nel 1576, tanto da assumere quasi le caratteristiche di una fortezza eretta a difesa dalle incursioni turche. Imponente il castello fatto edificare da Gualtiero di Brienne nel 1350, più volte restaurato e modificato profondamente alla fine del Cinquecento dai Castromediano. Nelle vicinanze sorge la frazione di Barbarano, assai nota per le sue tipiche 'Vore', profonde sino a 25-35 metri, e per il Torrione cinquecentesco. Tra i suoi cittadini illustri il Serafino, medico e chirurgo; il Pizzuto rinomato scultore; il Vescovo Giovanni Capece, e l'insigne teologo De Giorgi.