L' antica Neretum, attraversata, al tempo dei Romani, dalla via Traiana-Appia o Augusta Salentina, è di origini premessapiche, come rivelano i prodotti delle industrie litiche, rinvenuti nelle grotte del Fico ed in quella di Venere. Caduto l'Impero Romano, Nardò subì invasioni e saccheggi ad opera di Goti, Saraceni ed Ungari. Sotto i Normanni, Sanfrido fu il primo conte di Nardò; gli successe Goffredo che eresse la Chiesa Cattedrale. Nel 1212, Federico II imperatore ne affidò il feudo ai Gentile. Fu successivamente concessa al Tuzziaco, a Guidone d'Alemagna, a Carlo e Filippo d'Angiò, al del Balzo Orsini ed al Sanseverino, a Ferdinando d'Aragona e ancora ai del Balzo. Dal 1500, per tre secoli, appartenne agli Acquaviva sino all'occupazione napoleonica (Giuseppe Bonaparte) del 1806. Centro di notevole cultura, sin dal VII secolo, grazie alle 'Scuole Scrittorie' attivate dai Basiliani, anticipò la Rinascenza, gettandone quasi le fondamenta. Tra i monumenti spiccano la medievale maestosa Cattedrale in stile romanico, la cui facciata fu rifatta nel 1721, e restaurata verso la fine del XIX secolo. Vi si conservano un pregevole Crocifisso Nero, in legno, risalente ai secoli XII-XIII; e numerosi resti di affreschi dei sec. XII e XV Caratteristico è altresì il tempietto seicentesco detto 'Osanna', a colonne che reggono archetti in stile gotico; interessanti sono la Chiesa di San Domenico, la cui facciata accosta elementi rinascimentali e barocchi; e le belle Chiese del Carmine, di San Giuseppe e dell'Immacolata, di Santa Teresa e dei Cappuccini, adorne di altari in stile leccese. Da ricordare infine la scenografica piazza Salandra dagli affascinanti edifici barocchi; il castello del sec. XV, attualmente sede del Municipio; le mura romane; la cripta di Sant'Antonio Abate ed il Santuario di Santa Maria Incoronata.